Pastel Tumblr Themes
elijgiu: L'ultima cosa che hai scritta è molto profonda. Mi piace. Mi segui? Io ti seguo già.:)

Ti ringrazio, sei molto gentile cc:
Io seguo pochissimi blog, mi devono colpire molto; ma ti prometto che in questi giorni darò un’occhiata più attenta al tuo ed eventualmente ti seguirò-!

Il problema è che me ne vado a letto la sera con le medesime mancanze della sera precedente.
C’è una malinconia di fondo nella mia esistenza che è sempre esistita, che non riesco a cacciare in alcun modo, e mi opprime l’anima, mi devasta completamente l’interno.
E ho capito solo in questi ultimi tempi che la vita, soprattutto la mia, non è altro una maniera per riempire le giornate, per cercare di stare lontani da sé, dai propri pensieri.
M’hanno impiccata da neonata con il cordone ombelicale, Madre Natura ride di me che mi ha partorita così, con questa devastante sensazione di incompletezza interna.
E io non so se un giorno lontano, con centinaia di rughe sparse sul corpo, adagiata su un morbido materasso, potrò dire: ”Ora sono completa.”
Non lo so, non lo so davvero.
Vorrei dire tranquillamente che ho ascoltato una splendida melodia che mi ha messo addosso un’insormontabile malinconia, vorrei leggere i libri e rattristarmi in santa pace, poi soffiarmi via, soffiare via sulla mia tristezza, sulle ginocchia sbucciate.
Di aggrapparmi disperatamente alle cose sono stanca, mi bruciano le mani e ho addosso le occhiaie di una vita intera.
Vorrei chinarmi e raccogliermi, avere la libertà di sentirmi fragile; non vivere in un’ansia costante, non sentirmi un mostro dopo quelle rare volte in cui verso lacrime amare.
Non piango con dolcezza, lentamente; io singhiozzo forte, perché dentro c’è ancora lo sporco di mesi e mesi fa, e io non sono capace di sputarlo via gradualmente, giorno dopo giorno. Non sono capace, e rimane lì a marcire, ad infettarsi, e arrivano i germi, i virus, m’ammalo e divento più che debole che mai.
Vorrei avere la forza di sentirmi fragile.
Vorrei smettere di farmi cattiveria, di distruggermi la pelle, la mia pelle che ora piange, di cercare gusti forti, odori prepotenti che possano annientare la mia tristezza, anche se solo per un po’.
Vorrei farmi bastare, respirare bene il mattino; vorrei costruirmi un libro mio, non essere una sopravvissuta ad un film dell’orrore.
Vorrei fare passi piccoli, leggeri, non cadere in una fossa e poi annaspare, uscire per un pelo, un attimo prima che mi soffochino nella terra credendomi morta e sepolta.
Vorrei capirmi, amarmi, smettere di cercare.
E provo pena per la me stessa di sei anni fa, che già si sentiva a disagio all’inizio dell’adolescenza, fuori posto, si ritrovava in brani di teenagers problematiche, ma intanto questo disagio proseguiva all’infinito, e non termina, non riesco a frenarlo.
Vorrei vivere con dolcezza, con serenità, racchiudere i raggi di sole nella mia stanza e masticarli piano piano.
Vorrei rapire il rumore dell’acqua e trasformarlo in ninna nanna prima di andare a dormire; vorrei che sovrastasse il suono delle mie paure, dell’ansia, dei miei demoni crudeli.
Vorrei bastarmi, smettere di pensare di fuggire, di fare una vita spericolata, di pensare che la libertà è vivere fuori, per strada, ad urlare in mezzo alla notte.
Vorrei sentirmi libera a casa mia, nella mia fragilità.
Vorrei che crollassero frammenti di me lentamente, non tutti insieme, se no non mi resta nulla da raccogliere.
Vorrei prendermi per mano e condurmi via da questo caos. Vorrei avere delle sicurezze, non vivere un’eterna indecisione che mi fa respirare fumo tossico attimo dopo attimo.
Vorrei essere me senza aver paura e senza farmi troppo male.
©.

Roxev-aporia.

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